La Scherma – prima parte

Cari CdA

capita spesso che contattando l’Accademia Cavalleresca, la nostra sala d’armi di Saonara (Padova) molti chiedano se abbiamo cavalli e facciamo equitazione, ma sono più che convinto che i più svegli di voi abbiano da tempo capito che nella Compagnia della Spada,  si apprende e si esercita l’arte della Scherma.

Oggi il termine scherma si riferisce comunemente allo sport olimpico delle tre armi, fioretto, spada e sciabola, che rappresenta la versione incruenta del duello all’arma bianca, con l’uso di abbigliamenti di sicurezza… bianchi.

Il fioretto, l’arma con la quale di solito si comincia ad apprendere la scherma, in realtà non è un’arma, ma l’attrezzo da allenamento con cui un tempo si imparava ad usare la spada, insomma, uno spadino dalla coccia molto piccola e dalla lama quadrangolare, particolarmente flessibile. Con il tempo è diventato l’arma sportiva più celebre e conosciuta, soprattutto ogni quattro anni, quando gli italiani, e particolarmente le italiane, della scherma portano a casa una caterva di medaglie, tanto che spesso si sente chiedere: “ma tu fai scherma o fioretto?” (sono sempre quelli che chiedono se abbiamo cavalli). Con il fioretto si può colpire solo di punta e il bersaglio valido è costituito dal busto e dal collo; una particolare regola, detta “convenzione schermistica” stabilisce il criterio con cui l’arbitro attribuisce il punto in caso di colpo doppio, un criterio che è scritto nel regolamento internazionale per le gare fin dal 1913, talmente vecchio che ormai quasi nessuno se lo ricorda più, e chi se lo ricorda fa finta di dimenticarselo.

La spada, nata come arma sportiva per riprodurre in modo più realistico il duello, è un’arma più pesante del fioretto, con una coccia che copre completamente la mano, ma che colpisce sempre solo di punta, avendo come bersaglio valido tutto il corpo, dalla testa ai piedi. La regola è semplice: chi tocca per primo prende un punto, se entrambi toccano viene assegnato un punto a testa.

La sciabola ha la stessa convenzione del fioretto, parimenti dimenticata, ma il bersaglio è diverso (dalla vita in su, testa e braccia comprese) e l’arma colpisce di punta, taglio, controtaglio e perfino di piatto (in previsione della futura invenzione della spada laser).

Stoccata di un 4 di Spade

Stoccata di un 4 di Spade

Un assalto di sciabola è molto dinamico, quasi frenetico, estremamente allenante e quasi sempre kamikaze. Delle tre armi è indubbiamente la più divertente, dal punto di vista atletico, ma la sua versione attuale ha poco o nulla a che spartire con la logica del combattimento all’arma bianca; per tenerci in forma e soprattutto per risparmiare sui ricambi (le lame di fioretto e spada costano un occhio della testa) nella CdS ci divertiamo soprattutto con la sciabola olimpica.

Le tre armi hanno in comune il medesimo terreno di combattimento, la pedana, ovvero un corridoio metallico di 14 metri per una larghezza che va da 1 a 2 metri e l’uso dell’apparecchio di segnalazione delle stoccate, che da tempo ha risolto gli errori umani di riscontro dei colpi validi, e che permette ai profani di capire un po’ cosa succede in assalto, semplicemente guardando le lampadine che si accendono (beh, questo vale per la spada, perché nel fioretto e nella sciabola, a causa della famosa “convenzione” la cosa non è così semplice).

Gli schermidori sono debitamente protetti da un abbigliamento tecnico certificato per resistere ad una forza di penetrazione di 800/1600 Newton (è l’unità di misura della forza, così chiamata, pare, nel ricordo della mela caduta in testa al celeberrimo scienziato inglese, ma non pensate che la divisa da scherma vi protegga da 800/1600 mele che vi cascano addosso, non funziona così) e indossano una maschera, parimenti certificata, che protegge il capo e il viso, e che sempre quelli che chiedono dei cavalli sono usi chiamare “casco”.

Questa è la scherma istituzionalizzata dai vertici sportivi nazionali e internazionali, gloria dell’italica virtù sportiva (e solo quella, perché la pecunia se la intascano i calciatori), ovvero “quello che passa il convento” schermistico.

Sarebbe facile liquidare l’argomento così, ma non sarebbe onesto, perché nell’impresa di definire la Scherma siamo appena all’inizio… (continua)

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